MESSAGGERO di Roma
Sabato 15 Luglio 2008 Cronaca di Roma
Estratto dell’articolo di Marco Oiovammeu
Quarantamila lettere per recuperare 630 milioni di euro: previste transazioni con sconti e rateizzazioni L’Ater scrive ai morosi: PAGATE! Telefoni in tilt per chiedere informazioni, contestazioni degli inquilini!
Una mazzata per quarantamila famiglie che rischia di togliere il sonno e forse la casa. A chi non paga saranno attivate senza preavviso le procedute di legge. L’Ater, Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale ex lacp ha deciso di non perdere 630 milioni di euro di canoni non pagati o delle rate non versate da chi ha comprato l’appartamento. Una operazione “obbligata” per non perdere denaro pubblico delle morosità che sta mostrando qualche lacuna e mettendo in difficolti gli inquilini. Le lettere sono state spedite nei giorni scorsi in grande fretta perche l’Ater prima non aveva tutti i dati e perché se non foste stato attivato l’iter per la richesta delle morosità sarebbe scattata la prescrizione. L’Ater ha imposto i pagamenti agli occupanti abusivi e ai proprietari entro dieci giorni mentre gli inquilini morosi avranno tempo fino al 30 novembre per contrattare una transazione sui canoni del passato e pagare eventualmente a rate gli affini arretrati. Chi aderirà alla transazione avrà anche la possibilità di ottenere uno sconto dall’80 per cento per i redditi più bassi, al 16 per cento per coloro che hanno un redito di più di 30 mila euro lordi l’anno. In totale sono le nove fasce sulle quali si calcolerà l’abbattimento. L’abusivo (circa 6-7.000 casi) che paga gli arretrati comunque non matura il diritto alla casa occupata. Ad aumentare il caos è una lettera che mette letteralmente con le spaile al muro l’utente, in particolare a coloro che hanno acquistato l’alloggio o sono occupanti abusivi. Nella lettera non c’è scritto che c’è la possibilità di contestare la richiesta bloccando il procedimento di messa in mora e nemmeno che la cifra richiesta può essere rateizzata in dodici mesi. L’utente è invitato a chiamare “esclusivamente” i numeri telefonici (e non c’è cenno di e-mail, fax o appuntamenti di persona) che sono a disposizione per appena 23 ore la settimana. E solo per chiedere informazioni. Per il sovraffollamento delle linee, hanno riconosciuto anche all’Ater, spesso il centralino va in till e dirotta le chiamate sui telefoni di una università privata. L’Ater ha spiegato che la maggior parte delle lettere sono -«Una grande operazione. Per la prima volta in 20 anni chiediamo agli inquilini di mettersi in regola. Per carità ci possono essere errori ma non potevamo permetterci di perdere 630 milioni di euro e mantenere una situazione di profonda illegalità. Abbiamo avuto il coraggio di rifondare l’Ater e appena finita questa operazione cominceremo con i locali commerciali». Luca Petrucci, presidente del consiglio di amministrazione dell’Azienda, con questa operazione ha quindi avviato una vera e propria rivoluzione che sembrava impossibile. «Se vogliamo risanare l’Ater dobbiamo cominciare dal ristabilire la legalità. Certo, si poteva fare meglio ma quando si mette in moto un’operazione di queste dimensioni bisogna calcolare che ci può essere qualche disservizio anche se abbiamo cercato di organizzare tutto al meglio».
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L’iniziativa dell’Ater è stata contestala dall’associazione degli inquilini: «A ogni cambio di presidente gli assegnatari si vedono arrivare lettere intimidatorie per pagamenti per svariate migliaia di euro-afferma Annamaria Addante, presidente del- l’Associazione inquilini e proprietari Aterdi Roma -. Indiscriminatamente anche a chi non è moroso o ha già pagato i suoi debiti, gli si chiede entro 10 giorni il saldo. Tutto ciò accade perché gli uffici dell’Atcr non riescono a comunicare tra loro e perché i dati raccolti nel cervellone sono sbagliati e inesatti».


